COVID-19: Meglio fare il Tampone oppure un Test Sierologico?

In questi giorni di emergenza nazionale COVID-19, sentiamo tanto discutere sulla necessità di avere a disposizione test rapidi per diagnosticare l’infezione da nuovo Coronavirus. Inizialmente avevamo a disposizione solo i Tamponi nasofaringei mentre adesso stanno per essere messi appunto Test Sierologici per la ricerca degli anticorpi diretti contro il Sars-Cov2. Una azienda italiana (DiaSorin, con sede a Saluggia, TO) ha completato gli studi necessari al lancio di un nuovo test IgG CLIA, progettato per rilevare la presenza di anticorpi nei pazienti infettati dal SARS-CoV-2.

Pertanto, molti si chiedono cosa sarebbe meglio fare per diagnosticare la malattia da SARS-CoV-2, e come scegliere a quale test sottoposi: meglio il tampone oppure un test sierologico anticorpale?.

In realtà nessuno dei 2 test è migliore dell’altro! Sono test complementari, poiché servono entrambi dando informazioni diverse.

Il tampone nasofaringeo, serve per diagnosticare la presenza del virus nell’organismo e quindi l’infezione in corso (si fa quando uno è malato oppure nei sospetti portatori sani/asintomatici di malattia). In laboratorio si conferma se il virus è presente nel nasofaringe per mezzo di test molecolari (Real Time Polymerase Chain Reaction, RT-PCR). I test sierologici, invece, servono per capire se una persona è stato in contatto con il virus (anche in maniera asintomatica). Si esegue sul sangue che viene raccolto con un normale prelievo, e per alcuni test basata anche una sola goccia di sangue. Il test dimostra la presenza nel siero (una fase liquida del sangue) del paziente di alcuni anticorpi che si formano dopo che una persona è stata contagiata quando ormai il virsus non c’è più!. Se gli anticorpi sono presenti significa che il sistema immunitario è già entrato in contatto con il virus, anche se non possiamo sapere quando. Per veder comparire gli anticorpi devono passare come minimo 7-10 giorni dall’inizio dei sintomi e/o dal contagio virale.

Pertanto in una fase iniziale di epidemia/pandemia è meglio fare il tampone naso-faringeo (come fin qui fatto in Italia), mentre nei prossimi mesi, oltre a continuare a fare i tamponi (per coloro che hanno sintomi o ritenuti sospetti malati asintomatici), sarà necessario eseguire in maniera più diffusa i test sierologici per definire la percentuale di popolazione diventata immune al virus (portatori di anticorpi contro il virus). Allo stato attuale, essendo un nuovo virus, non è possibile sapere quanto duri questa immunità protettiva, se per tutta la vita, per anni o per alcuni mesi.