Caro paziente,

Sono il Dr. Cosmo Godino e sono Dirigente Medico con ruolo di Responsabile del Reparto di degenza presso l’U.O. di Cardiologia dell’Ospedale San Raffaele, Milano.

Ricevo su appuntamento nelle seguenti cliniche:

  • Ospedale San Raffaele
  • Punto Raf Respighi
  • Centro Medico Visconti di Modrone

Articoli

Le procedure

L’Angioplastica Coronarica Percutanea Transluminale (PTCA) con impianto di stent medicato.

 

L’angioplastica Coronarica Percutanea Transluminale (PTCA) è una tecnica di cardiologia interventistica coronarica molto diffusa nel mondo. Si calcola che si effettuino fra 500.000 e 600.000 angioplastiche ogni anno, superando così il numero degli interventi di bypass aorto-coronarici.

La procedura è di tipo mininvasivo, eseguita mediante puntura dell’arteria radiale o femorale, non richieda l’anestesia generale (ma solo quella locale sull’arteria) e prevede 2 momenti principali: il 1° momento, è quello della visualizzazione delle coronarie mediante la “coronarografia”. Una volta evidenziato il tratto stenotico del vaso coronario (placca di aterosclerosi con restringimento >70% del lume del vaso), inizia il 2° momento (PTCA), che consiste nel far avanzare fino a quel punto un filo guida ed un catetere munito alla sua estremità di un piccolo palloncino gonfiabile. Il gonfiaggio del palloncino (alla pressione di diverse atmosfere) induce la dilatazione della placca aterosclerotica che ne ostruisce il lume, eliminando quindi la stenosi del vaso e ripristinando un buon flusso a valle. La procedura è completata mediante l’impianto di uno stent medicato (una “retina” metallica) che stabilizza nel tempo il risultato ottenuto. Il paziente viene dimesso 24-48 ore dopo la procedura.

L’insufficienza mitralica ed il trattamento MitraClip

L’insufficienza mitralica è una condizione patologica molto frequente nella popolazione italiana soprattutto in età avanzata. La valvola mitralica regola il passaggio di sangue tra l’atrio sinistro e il ventricolo sinistro, impedendo il riflusso nella fase di contrazione del cuore. Se i due lembi della valvola – per varie ragioni (funzionali, degenerative o infettive) – non si chiudono adeguatamente, il sangue rigurgita in misura variabile, peggiorando il grado di compenso del nostro sistema cardio-circolatorio.
I sintomi dell’insufficienza mitralica dipendono dalla gravità e dalla velocità di insorgenza e progressione; possono includere fiato corto (soprattutto durante l’attività fisica o da sdraiati), facile faticabilità, tosse (soprattutto di notte o da sdraiati), palpitazioni, gonfiore a piedi e caviglie. Oltre alla terapia farmacologica (ad es. Lasix), questa patologia viene normalmente trattata mediante intervento chirurgico, un’opzione non proponibile in pazienti ad alto rischio poiché affetti da altre co-patologie (ad es. grave insufficienza respiratoria, renale e/o epatica) oppure molto anziani.
La nuova tecnica MitraClip, una procedura transcatetere e percutanea (senza apertura del torace) consente di ridurre il rigurgito mitralico mediante posizionamento di una clip che riduce il grado di apertura della valvola. L’intervento viene eseguito in anestesia generale attraverso la vena femorale destra; Generalmente il paziente viene dimesso dopo 3 o 4 giorni di osservazione clinica.

Presente e futuro del trattamento della stenosi aortica severa: la sostituzione della Valvola Aortica Transcatetere (TAVI)

Che cos’è la stenosi aortica?
La stenosi aortica è una patologia cardiaca caratterizzata dall’ostruzione o dal restringimento della valvola aortica. Dato che questa valvola è responsabile della regolazione del flusso sanguigno, la sua ostruzione si traduce nella riduzione della fuoriuscita di sangue dal ventricolo sinistro verso l’aorta, con un conseguente effetto negativo sull’attività cardiaca: il cuore dovrà compiere uno sforzo maggiore per pompare il sangue arterioso, ovvero quello ricco di ossigeno. Fino a 15 anni fa l’unica procedura in grado di risolvere la patologia era la sostituzione della valvola aortica.

Passato, presente e futuro
Per i numerosi benefici sintomatologici e prognostici, oltre alla bassa percentuale di rischio pre e post-operatorio, l’intervento chirurgico di sostituzione valvolare aortica è stato il trattamento per eccellenza nel caso della stenosi aortica. Nonostante ciò, numerosi pazienti giudicati ad alto rischio chirurgico a causa dell’età avanzata o della presenza di altre patologie sono giudicati operabili. Per tale motivo, negli ultimi 10 anni, l’applicazione di nuove tecnologie ha dato una possibile risposta a quei pazienti che per vari motivi non potevano sottoporsi ad un intervento chirurgico tradizionale: oggi l’impianto di valvola aortica transcatetere (Transcatheter Aortic Valve Implantation or Replacment, TAVI o TAVR) risulta una strategia promettente in considerazione dei risultati molto incoraggianti ottenuti fin ora.

Cos’è la TAVI?
La TAVI è l’impianto della valvola aortica transcatetere, ovvero la sostituzione della valvola del paziente affetto da stenosi aortica, effettuata attraverso un approccio percutanea (generalmente tramite l’arteria femorale). Questa procedura permette di evitare un intervento a cuore aperto, diminuendo le possibili complicanze che possono sorgere in seguito. Oggi questa procedura viene presa in considerazione per i risultati positivi riscontrati finora e in molti ritengono che la TAVI sia uno dei più importanti traguardi raggiunti dalla cardiologia dopo l’introduzione dell’angioplastica coronaria e dello stent. Se i risultati a lungo termine confermeranno la durata di tali impianti, è possibile che questo approccio diventi la scelta d’eccellenza per il trattamento della stenosi aortica anche per pazienti a basso rischio chirurgico, dove già i risultati dei Trial sono risultati molto favorevoli nel medio-breve termine.